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Candidati Sindaco di Agropoli, poche certezze

La situazione politica di Agropoli, in vista delle elezioni comunali, è più complessa di quanto appare.

-M5S-

Paradossalmente, al momento c'è una sola certezza: il Movimento 5 Stelle ha deciso che il suo candidato a Sindaco sarà l'Ing. Consolato Natalino Caccamo. Infatti da giorni circola il suo nome come candidato e la smentita (come è accaduto ad esempio per Gabriella Di Palma) non vi è stata ed anzi lo stesso Caccamo ha pubblicato sulla propria pagina politica l'articolo che lo indicava come candidato Sindaco. Pertanto anche se il giorno 18 dicembre (domenica) si terranno le comunarie (di cui non si conoscono gli altri candidati), si può dire che le stesse rappresentano una formalità, visto e considerato che il gruppo degli attivisti ha già scelto.

A mio avviso è la scelta più logica per il Movimento. Se ad Agropoli esiste un Movimento 5 Stelle, ciò è merito di Consolato e pertanto non resta che complimentarsi con lui ed augurargli buon lavoro. 

-Coalizione civica delle tre liste-

Il nome dell'Ing. Nino Abate -anche in questo caso la scelta più logica essendo egli l'unico a fare opposizione consiliare per più di metà consiliatura- mette d'accordo molti, ma non tutti.

Diciamoci la verità, questa coalizione la corsa la deve fare col Movimento 5 Stelle, se si aspira a vincere. L'unico modo è portare il PD al ballottaggio. Se entrambe le opposizioni, assieme, raggiungeranno il 51% dei consensi allora la partita sarà aperta anche per il risultato finale.

Proprio per questo ragionamento i bene informati assicurano che le tre liste possano anche competere da sole al fine di raggiungere il maggior consenso possibile. Si aggiungerebbero ad Abate, Mario Capo (cercando di ricompattare il centrodestra) ed Antonio Domini (stesso discorso col centrosinistra).

Ritengo che questa eventualità sia ardita perché, se da un lato amplierebbe le probabilità di un ballottaggio, di fatto al predetto ballottaggio manderebbe di certo il Movimento 5 Stelle.

-PD-

Nei sondaggi Adamo Coppola è avanti, ma non stravince.

E', anche in questo caso, la soluzione più logica. La campagna elettorale potrebbe penalizzarlo.

I cittadini contestano al sindaco in pectore di contare poco, di essere un ologramma di Franco Alfieri.

Guardiamo ad esempio la questione referendum e le fritture. Adamo Coppola poteva, con una sua dichiarazione, smarcarsi e difendere i cittadini rispetto a come sono stati descritti dal Presidente De Luca. Una sua frase di rottura gli avrebbe dato una credibilità maggiore.

In molti dicono che lo stesso Alfieri stia iniziando a glissare quando lo stesso Adamo Coppola scalpita per iniziare la campagna elettorale. Oggi lui è un ibrido. Non è Sindaco né vice.

La sua stessa imposizione dall'alto sta creando malumori nella compagine di governo della città.

Sembrerebbe che i suoi dicano che al ballottaggio perda e se vince non dura.

L'unico modo che ha Adamo Coppola per sgomberare il campo sono le primarie. 

Affronti le correnti, mostri i muscoli e le capacità. Coppola, Di Basi, La Porta e Benevento che partecipino alle primarie, a mio avviso, darebbero quella vivacità necessaria ad un PD che oggi appare annichilito ed ancora intontito dalla batosta referendaria.

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