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Il diaolgo

 

 

 

 

Caro Nino,

Innanzitutto mi scuso del ritardo nella risposta.

Fa piacere aver modo di aprire spazi di dialogo, che con te ci sono sempre stati, su questioni così importanti come quella di Trentova.

Le tue riflessioni sono certamente indice di un tuo stile e di tutela dell'interesse pubblico.

Ti riporto un mio pensiero e ragionamento, ma che costantemente sento nella quotidianità da parte di molti.

Agropoli ha una rappresentanza numerica in consiglio comunale schiacciante al punto da aver fagocitato chi avrebbe elettoralmente dovuto assurgere ad opposizione consiliare.

Ciò comporta che nella maggioranza i Consigli Comunali sono visti come un inutile passaggio obbligato. Come te lo spieghi che le carte relative questo ultimo consiglio ti siano pervenute solo il venerdì quando l'assise era convocata il successivo martedì?

Un consiglio che è durato meno di un'ora e che aveva all'ordine del giorno 7 punti.

In un piccolo paesello del Cilento i Consigli Comunali sono veri e propri dibattimenti fiume, solo da noi è così. Solo da noi non c'è lo streaming. Solo da noi alcuni consiglieri sono afoni.

In questo contesto il voto contrario di un consigliere non cambia le sorti di ciò che è stato impacchettato, preconfezionato e disposto.

Però cambia per la gente. Tra quelli che non si sentono rappresentati da nessuno. Di quelli che conoscono cosa si vuole fare con trentova e non sono d'accordo.

Chi oggi non vuole questa maggioranza. Chi contesta i modi di questa maggioranza.

Non è rappresentata in consiglio comunale. Chi li tutela?

Un'ultima considerazione.

Ho già sentito parlare di denunce pubbliche da altri esponenti politici che non sono in consiglio comunale, ma che di tanto in tanto si svegliano ad intermittenza.

La denuncia pubblica è pura astrazione. E' semplicemente evidenziare pubblicamente una cosa. E' una evidenza pubblica. La quale rimane su di un blog o su un social finché non scolorisce col tempo.

Con questo non voglio sminuire o stigmatizzare il tuo (ed il loro) operato che spesse volte condivido.

Però non credi che, proprio per quei principi che tu enunci e che ti portano a votare in una sede istituzionale l'accrescimento di un patrimonio nostro, gli stessi principi dovrebbero comportare che le denunce per i decrementi del patrimonio debbano essere indirizzate alle sedi istituzionali opportune? Tutto ciò stante il tuo indiscusso spessore politico e professionale?

Ad Agropoli manca questo.

Come manca anche il dialogo.

Che tra persone educate, oneste e intelligenti è concime per farci crescere.

Purtroppo il dialogo fa paura perché smaschera le cose che non vanno.

Come avemmo modo di dirci si deve partire da qui.

Rivedere l'informazione ad Agropoli e condannare la querela facile per i dissidenti.

Libertà di espressione, sia ben chiaro, non di offesa.

Solo così potremmo trasformare il tacito dissenso che c'è in città, in una volontà di cambiare e dare la città a chi la ama e non a chi ne fa mercimonio.

 

Con stima.

Giovanni Basile                                 

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